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Abbiamo suddiviso, per esigenze operative, il nostro studio in aree di specializzazione e, a capo di ciascuna di esse abbiamo collocato un responsabile.

I vari dipartimenti, tuttavia, collaborano e dialogano, fra loro, nello spirito della multidisciplinarietà, così da poter osservare ogni problema da diversi angoli visuali e dar loro la corretta soluzione.

REVISIONE E ORGANIZZAZIONE CONTABILE

E’ compito del revisore contabile quello di verificare la regolare tenuta della contabilità aziendale e la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili. Inoltre, il revisore contabile deve verificare che il bilancio d’esercizio e quello consolidato, corrispondano alle risultanze delle scritture contabili e che siano redatti in conformità alle norme che li disciplinano.

La revisione contabile è effettuata in conformità a principi di revisione adottati dalla Commissione europea.

La revisione contabile è obbligatoria, quando imposta da norme di legge. Alcune società, tutte le Spa e le Srl che rispondono a determinati requisiti, sono obbligatoriamente tenute a sottoporsi alla revisione legale dei conti, mediante la nomina di un revisore contabile e anche affidando l’incarico (solo alcune) ad un componente del collegio sindacale.

La revisione dei conti è, invece, volontaria, quando non é imposta da nessuna norma ma l’impresa decide di sottoporvisi. In alcuni casi, infatti, l’impresa può decuidere di far certificare i propri conti per fornire, ad esempio, ai soci, a fornitori, a potenziali finanziatori e, in genere a terzi in qualche modo interessati alla gestione aziendale, adeguate garanzie circa la correttezza e la veridicità delle informazioni finanziarie. La revisione volontaria può essere opportuna, ad esempio, anche per fornire agli amministratori informazioni e suggerimenti utili ai fini di una gestione più consapevole, ad esempio per la predisposizioen dei budget, per la contrattazione con istituti finanziari, nelle operazioni di acquisto e cessione di aziende o anche al fine di supportare la funzione di controllo di gestione. Infine, la revisione su basi volontarie diventa un utile strumento ai fini del reporting intrnazionale.

In ogni caso, la revisione contabile è essenziale per certificare la correttezza e le regolarità delle scritture contabili e del bilancio, ossia di quei dati che vengono comunicati ai terzi e che devono permettere loro di poter prendere decisioni consapevoli in merito all’impresa.

RESPONSABILE D’AREA
Annunziato Paiano

CRISI E RISANAMENTO D'IMPRESA

Abbiamo maturato significative esperienze nell’ambito delle ristrutturazioni aziendali conseguenti a crisi d’impresa.

In quest’ambito supportiamo il debitore nella valutazione dei presupposti per il risanamento aziendale; nello studio e implementazione dei piani di ristrutturazione del debito; nella predisposizione di piani di ristrutturazione coerenti con la realtà aziendale e con le prospettive future.

La riforma del diritto fallimentare ha introdotto nell’ordinamento italiano nuovi strumenti di gestione delle crisi d’impresa, basati sul presupposto del risanamento di aziende in crisi, piuttosto che su quello della liquidazione di imprese fallite.

In tale contesto abbiamo maturato sperienze nell’attestazione di piani di risanamento; nell’attestazione di accordi di ristrutturazione e concordati preventivi; nell’asseverazione di piani di ristrutturazione.

 

RESPONSABILE D’AREA
Francesco Terranova

OPERAZIONI STRAORDINARIE D'IMPRESA

Vi sono fasi, nella vita di un’impresa, definite straordinarie, in quanto l’impresa stessa, mette in atto una serie di operazioni che esulano dalla normale operatività che la caratterizzano.

Tali operazioni si rendono necessarie per far fronte a particolari esigenze, piani di sviluppo o per la necessità di rispondere a minacce che mettono a rischio la sopravvivenza stessa dell’impresa (come, ad esempio, una politica  di mercato particolarmente aggressivada parte di un concorrente.

Tali operazioni che genericamente abbiamo definito come straordinarie, sono volte ad una riorganizzazione, complessiva o parziale dell’impresa, a darle un assetto differente e più adeguato ad affrontare le nuove sfide cui si trova di fronte.

A tale riguardo, come professionisti abbiamo maturato esperienze nei seguenti ambiti:

  • fusioni nazionali e cross border (ossia fra imprese italiane e non);
  • scissioni;
  • trasformazioni societarie (omogenee ed eterogenee);
  • acquisizioni e cessioni d’azienda e rami d’azienda;
  • acquisizioni e cessioni di pacchetti di partecipazioni;
  • operazioni sul capitale.

Ciascuna di queste operazioni presenta peculiarità e regole specifiche per quanto riguarda gli aspetti contabili, fiscali, del lavoro e gestionali.

Aspetti particolari possono ravvisarsi nelle fusioni, cosiddette tranfrontaliere, con imprese residenti in altri stati dell’Unione europea. Nell’ipotesi in cui l’impresa incorporante è quella residente all’estero, come vengono tassate le plusvalenze latenti nei beni appartenenti a quella residente, incorporata? Quali accorgimenti è possibile avere, per evitare che tali plusvalenze vengano tassate nel momento in cui lafusione si perfeziona e posticiparle nel tempo?

Per quanto riguarda le trasformazioni societarie, prima della riforma del diritto societario, tali operazioni potevano avvenire solo fra società, di persone o di capitali. In tale caso si potevano definire progressive quando una società di persone si trasformava in società di capitali o regressiva nel caso opposto. Dopo la riforma del diritto societario, il legislatore ha consentito anche che soggetti non societari (ad esempiol le associazioni no profit) potessero trasformarsi in società (di capitali o di persone), ampliando le opportunità a disposizione.

Infine, spesso, sempre per esigenze di natura strategico/gestionale, è necessario calibrare in maniera differente la proprietà di una società. In alcuni casi, l’ingresso di un niovo socio diventa strategico per affrontare nuove sfide. Altre volte, infine, si rende necessaria una diminuzione del capitale sociale in quanto esuberante rispetto alle necessità dell’impresa. In tutti questi casi, interveniamo per fornire un adeguato supporto consulenziale, alla proprietà, anche con una valutazione delle partecipazioni, da acquistare o da cedere.

RESPONSABILE D’AREA
Daniele Di Teodoro

CONTROLLO DI GESTIONE E FINANZA D'IMPRESA

Misurare e, dunque, conoscere le performance aziendali, è fondamentale per permettere all’imprenditore di prendere, con consapevolezza, le decisioni di gestione per la propria impresa.

Conoscere se una data linea di produzione è in perdita o meno, valutare se un reparto è in attivo o meno, non se ne può fare a meno se non si vuole iniziare a navigare a vista. In buona sostanza, l’impresa senza un adeguato sistema di controllo di gestione è come una nave che esce in mare aperto senza un adeguato sistema di controllo della navigazione.

Questo implica di costruire un sistema di controllo di gestione e di indici che, in ogni momento, permettono all’imprenditore e, in genere, a coloro preposti a prendere decisioni di gestione e strategica, di decidere.

Un sistema di controllo di gestione va, ovviamente, anche adattato alle caratteristiche (dimensione, posizione geografica, settore merceologico di riferimento) della singola impresa.

Quello che facciamo è, appunto, di costruire sistemi di controllo di gestione adatti al singolo cliente ed affianchiamo l’imprenditore (e/o gli amministratori), nell’utilizzo degli stessi.

RESPONSABILE D’AREA
Filomena Rapacchiale