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CREDITO D’IMPOSTA PER LA RICERCA E LO SVILUPPO

Il Decreto Legge 145/2013, ha introdotto un credito d’imposta a favore delle imprese, volto ad incoraggiare investimenti in ricerca e sviluppo. Il credito d’imposta è rivolto a tutte le imprese, qualsiasi sia la loro forma giuridica, il settore economico in cui operano e il regime contabile adottato.

L’agevolazione è riconosciuta fino ad importo massimo annuale di € 5 milioni per ciascun beneficiario, importo aumentato a € 20.000.000 dal 2017, a condizione che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari ad € 30.000 in ciascun periodo d’imposta.

I SOGGETTI CHE POSSONO BENEFICIARE DELL’AGEVOLAZIONE…

Il credito d’imposta è riconosciuto a tutte le imprese, indipendentemente:

– dalla forma giuridica

– dal settore economico in cui operano

– dal regime contabile adottato

rispetto alla versione precedente dell’agevolazione, riservata alle imprese con fatturato annuo inferiore a 500 milioni di euro, non è più previsto alcun limite di fatturato per le imprese beneficiarie, estendendo, così, la platea dei beneficiari, che include anche soggetti di più rilevanti dimensioni (circolare n.5/2016). Sulla base dei chiarimenti forniti dall’Amministrazione possono avvalersi del bonus le imprese in qualsiasi forma costituite, e dunque:

– persone fisiche esercenti attività commerciale ancorché gestita in forma di impresa familiare, comprese le aziende coniugali

– società di persone (Snc e Sas)

– società di capitali (Spa, Srl, Sapa)

– società cooperative e di mutua assicurazione

– consorzi e reti di imprese

– enti pubblici e privati, diversi da società, aventi ad oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale

– enti pubblici e privati, diversi da società, non aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di un’attività commerciale, limitatamente al reddito dell’attività commerciale

– società di armamento

– stabili organizzazioni di imprese non residenti

– società di fatto che abbiano per oggetto l’esercizio di attività commerciale

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che, in assenza di un’espressa esclusione normativa, possono beneficiare dell’agevolazione anche le imprese agricole che determinano il reddito agrario ai sensi dell’art. 32 del TUIR (Circolare numero 5 del 2016).

Poiché la norma istitutiva del credito di imposta non pone alcuna condizione riguardante la data di inizio dell’attività di impresa, secondo l’Agenzia possono beneficiare dell’agevolazione anche le imprese di nuova costituzione, ossia quelle che intraprendono l’attività durante il periodo di vigenza della misura agevolativa. A tale riguardo l’Agenzia delle entrate puntiaizza che per “soggetti neo-costituiti” si intendono coloro i quali effettivamente avviano una nuova attività imprenditoriale piuttosto che coloro che proseguono un’attività già avviata da altro soggetto (CM 5/2016).

In mancanza di un espresso divieto, sembra legittima l’applicazione dell’agevolazione anche da parte dei soggetti che determinano il reddito con criteri forfetari o regimi d’imposta sostitutivi (vedi i contribuenti minimi e/o i forfettari).

L’Agenzia delle Entrate, (sempre con la circolare n.5/2016), chiarisce che tra le imprese beneficiarie si comprendono anche i consorzi e le reti di imprese.

e i soggetti esclusi

Sono esclusi dall’agevolazione:

– le imprese che svolgono attività di ricerca per conto di terzi, ossia quelle che che svolgono attività di ricerca su commissione di terzi.

– i soggetti sottoposti a procedure concorsuali;

– i titolari di reddito di lavoro autonomo.

LE ATTIVITA’ PER LE QUALI SI PUO’ CHIEDERE IL BENEFICIO…

Il Decreto 27/05/2015 ha definito le attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito di imposta e quelle escluse dall’agevolazione. L’Agenzia, con la circolare n.5/2016, precisa che le attività di ricerca e sviluppo possono essere svolte anche in ambiti “diversi” da quelli scientifico e tecnologico (ad esempio, in ambito storico o sociologico), ciò che, in effetti rileva è che tali attività siano volte all’acquisizione di nuove conoscenze, all’accrescimento di quelle esistenti e all’utilizzo di tali conoscenze per nuove applicazioni. In linea generale, sono ammissibili le ricerche ricadenti nella definizione di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, ossia:

Ricerca fondamentale: lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti;

Ricerca industriale: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti; creazione di componenti di sistemi complessi necessaria per la ricerca industriale, in particolare per la validazione di tecnologie generiche, ad esclusione dei prototipi di cui alla definizione successiva;

Sviluppo sperimentale: acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. In particolare sono comprese in tale tipologia di attività anche quelle destinate alla:

– definizione concettuale, pianificazione e documentazione di nuovi prodotti, processi e servizi, compresa l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, inclusi gli studi di fattibilità, purché non destinati ad uso commerciale

– realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida

– produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

…E QUELLE PER LE QUALI IL BENEFICIO E’ ESCLUSO

Non sono agevolabili le modifiche “ordinarie” o “periodiche” (neppure qualora rappresentino dei miglioramenti) apportate a:

– prodotti;

– linee di produzione;

– processi di fabbricazione;

– servizi esistenti;

– altre operazioni in corso.

Tali modifiche non sono ammesse al beneficio fiscale neppure qualora rappresentino miglioramenti. Sono agevolabili, invece, le modifiche di processo/prodotto che apportano cambiamenti o miglioramenti significativi delle linee e/o delle tecniche di produzione o dei prodotti (quali, ad esempio, la sperimentazione di una nuova linea produttiva, la modifica delle caratteristiche e funzionali di un prodotto).

I PERIODI D’IMPOSTA AGEVOLABILI

Per poter fruire dell’agevolazione fiscale, è necessario che gli investimenti in ricerca e sviluppo, vadano effettuati dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2014 (dunque, a partire dal 1° gennaio 2015 per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare) al 31 dicembre 2019“.

COME UTILIZZARE IL CREDITO D’IMPOSTA

Il credito d’imposta può essere utilizzato, esclusivamente in compensazione con il modello F24, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui le spese per investimento sono state effettuate (se le spese sono state effettuate nel corso del 2016, il credito potrà essere utilizzato in compensazione a decorrere dal 1° gennaio 2017. Il codice tributo da indicare in F24 per la fruizione del credito è il 6857

Se il credito di imposta non è utilizzato, in tutto/parte entro l’anno successivo a quello i cui le spese per investimento sono state sostenute, la parte rimanente potrà essere utilizzata, secondo la modalità sopra indicata, anche nei successivi periodi d’imposta.

Il credito d’imposta non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, comprese le relative addizionali comunali e regionali nonché ai fini IRAP

Il credito va indicato nella dichiarazione dei redditi (quadro RU – codice “B9”) del periodo d’imposta nel corso del quale il beneficio è maturato e nello stesso quadro RU dei modelli relativi ai periodi di imposta successivi, fino a quello nel corso del quale se ne conclude l’utilizzo.

Il credito d’imposta in esame non è soggetto al limite annuale di utilizzazione dei crediti d’imposta da quadro RU, pari a Euro. 250.000, al limite massimo per la compensazione di Euro. 700.000 e, infine, al divieto di compensazione previsto per i crediti relativi alle imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo di ammontare superiore ad Euro.1.500 (vedi articolo 31 del DL 78/2010).

QUALI SONO LE SPESE AGEVOLABILI

Sono agevolabili le spese sostenute per il personale altamente qualificato impiegato nell’attività di ricerca e sviluppo, le quote di ammortamento delle spese sostenute per l’acquisizione o l’utilizzo di attrezzature e strumenti di laboratorio, le spese relative ai contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati e, infine, le spese sostenute per competenze tecniche e privative industriali.

Personale altamente qualificato

In questo caso, le persone impiegate nell’attività di R&S, devono possedere il titolo di dottore di ricerca, ovvero devono essere iscritti ad un ciclo di dottorato presso una università italiana o estera, ovvero possedere una laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico.

Inoltre, il detto personale, deve figurare, alternativamente, come dipendente dell’impresa (sono esclusi i dipendenti con mansioni di tipo amministrativo contabile e commerciale) e percepire un reddito di lavoro dipendente o assimilato, oppure come collaboratore dell’impresa, purchè presti la propria opera presso e utilizzando le strutture dell’impresa.

Per quanto riguarda l’impiego dell’opera prestata dall’amministratore della società, l’Agenzia delle entrate (ciroclare 5/2016) ha sicuramente ammesso la relativa spesa a fruire dell’agevolazione sia se l’amministratore ha un contratto di lavoro dipendente con l’impresa, sia se l’amministratore percepisce una remunerazione non come dipendente. In questo caso, tuttavia, l’attività di R&S deve essere opportunamente comprovata e il compenso è agevolabile solo per la parte riferita alle attività di ricerca e sviluppo.

Invece le spese le spese per il personale tecnico (privo dei necessari titoli) addetto all’attività di ricerca e sviluppo, non sono agevolabili.

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